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Il progetto

Il nuovo progetto di Residenza Artistica 2025-2027 “CREATURE” de La Fabbrica Illuminata ETS affonda ancora una volta le sue radici nella drammaturgia sarda e in particolare nella poesia intesa e recepita il tutto il suo valore universale, così capace nel creare una coralità emozionale, sia in chi la legge e la ascolta, sia in chi la interpreta.

La poesia, quale raffinato e prezioso genere letterario, si presta a questo nuovo percorso artistico che vuole essere sperimentale, dunque inedito e originale. Attraverso immagini, suoni e simboli, la poesia comunica oltre le differenze linguistiche che in questo progetto sono rappresentate dalla lingua italiana e dalla lingua sarda. La poesia diventa così un ponte di empatia e comprensione reciproca.

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PH. Allie_Caulfield

CREATURE offre all’intero team di lavoro, tempo, spazio e risorse per concentrarsi su un progetto di ricerca inedito e originale in tutte le sue fasi di studio oltre che in quelle formative e performative, lontano dalle distrazioni della vita quotidiana.
Gli obiettivi primari sono: offrire una preziosa opportunità di formazione attoriale alle giovani artiste in residenza dando anche loro una possibilità di confronto con il pubblico e con i loro reciprochi talenti e sensibilità artistiche; valorizzare la interdisciplinarità tra le diverse forma d’arte (recitazione, canto e movimento scenico); creare connessioni tra artisti e territorio attraverso: la scelta di luoghi identitari della cittadina ospitante (Antica Tonnara Su Pranu)- il coinvolgimento del sottobosco culturale locale, ovvero coro, banda e attrici/attori di teatro dialettale; la scelta drammaturgica che affonda le sue radici nella identità sarda anche attraverso l’uso della lingua sarda quale rappresentante di una coscienza collettiva distinta che incontra la lingua italiana in una mescolanza, interferenza e scambio tra due codici linguistici in contatto.

CREATURE si rivolge alla poesia femminile attraverso due vettori drammaturgici. Le due poetesse scelte sono Anna Cristina Serra e Antonella Anedda, entrambe due figure riconosciute a livello nazionale ed europeo per il loro talento poetico. La Serra scrive in lingua sarda, la traduzione in italiano è successiva e viene personalmente curata dall’autrice. Di contro, la Anedda compone in lingua italiana, ma forte di un’identità sarda particolarmente sentita (è di origine maddalenina), in alcune sue raccolte inserisce alcune poesie in lingua sarda. Le due autrici partono dunque da un presupposto che parrebbe sembrare antitetico, ma che in realtà viaggia su orbite che si scontrano/incontrano lungo il cammino del progetto di residenza, dando così maggiore peso e maggiore forza ad un potere evocativo che emoziona e fa riflettere.

La poesia resta una voce eterna che nella sua manifestazione più pura e istintiva del linguaggio rappresenta un archetipo della parola che svela e rivela, capace di unire suono, ritmo e significato. Essa non serve soltanto a comunicare, ma a rivelare e svelare ciò che spesso resta nascosto.
Si parte da questo punto per avviare e sviluppare un percorso formativo e performativo triennale dedicato a nove giovanissime artiste. Per ogni annualità saranno tre le artiste ospitate, due delle quali, figure attoriali ed una giovane cantante sardofona.
Per ciascuna annualità saranno scelti nuovi contenuti dal materiale poetico sia della Serra sia dell’Anedda, sempre in nome di una comunicazione sinergica tra la lingua sarda e la lingua italiana.
La durata del lavoro di residenza sarà sempre articolata in quindici giorni per approdare a due restituzioni pubbliche aperte al pubblico.
Saranno dunque perseguiti gli stessi obiettivi e le stesse modalità in piena coerenza con la prima annualità, partendo da materiali drammaturgici differenti.

I luoghi

Il comune scelto è Portoscuso, cittadina del Sulcis con poco meno di cinquemila abitanti ricca di un sottobosco culturale e artistico di consolidata e fertile attività.
Oltre che per il suo fermento culturale, Portoscuso è stato scelto per la disponibilità di luoghi identitari che accoglieranno le fasi formative e performative.
La Tonnara Su Pranu, monumentale complesso di archeologia industriale risalente alla fine del XVI secolo, rappresenta la storia di Portoscuso che nasce e si sviluppa attorno ad essa. Dichiarata bene culturale dal Ministero della Cultura, la Tonnara di Portoscuso costituisce la testimonianza più importante dell’antico sistema di strutture per la pesca fissa del tonno della Sardegna e rappresenta, assieme alla Torre Spagnola costruita a sua difesa, l’elemento qualificante e identitario dell’abitato, la memoria storica del luogo e della sua comunità. La struttura contiene una serie di stanze che ospiteranno gli uffici organizzativi, le sale per i laboratori di musica, canto e costume.
Tutte le restituzioni pubbliche saranno svolte nella Sala Corpus, un grande ambiente ristrutturato di recente, anch’esso facente parte del complesso di Su Pranu.
Nelle restituzioni pubbliche verrà coinvolta l’intera comunità e nello specifico due cori e la banda del paese. L’arte dell’attore incontra il linguaggio musicale e l’interpretazione canora per approdare a una performance multidisciplinare che coniuga diversi linguaggi dell’arte.

I laboratori

RECITAZIONE

Il lavoro pedagogico sulla recitazione curato dalle due tutor coinvolte ha un carattere spiccatamente sperimentale. I testi scelti non sono infatti materiali nati per il teatro, non rappresentano opere compiute a servizio di un lavoro registico che già in partenza risulterebbe definito nelle sue parti.
Le poesie scelte, così come le canzoni, saranno sapientemente cucite per arrivare ad una partitura teatrale intesa come scrittura scenica in cui le artiste ospiti in residenza si muoveranno con gesti, parola e canto in una mappatura scenica rigorosa.
Un lavoro così pensato non può prescindere da un'analisi approfondita del testo di partenza con particolare attenzione alla esatta pronuncia della lingua sarda. Attraverso un processo creativo si procederà dunque ad un adattamento poetico teatrale che trasformerà il materiale poetico di partenza in una struttura drammatica e performativa in equilibrio tra fedeltà al testo poetico e le necessità sceniche del teatro. Il filo conduttore individuato procederà in progressione emotiva durante la performance scenica.

MUSICA E CANTO

Il laboratorio di musica e canto partirà da materiale sia edito che inedito per favorire la conoscenza reciproca e creare un ambiente emotivamente confortevole per i partecipanti. Elementi di tecnica vocale ed espressiva verranno affrontati contestualmente allo sviluppo del progetto musicale, sui testi drammaturgici in lingua sarda, individuati tra l’opera poetica delle autrici Anna Cristina Serra e Antonella Anedda.
L’elemento linguistico poetico sarà quindi il punto di partenza della produzione musicale originale, che avrà punti di contatto con gli stilemi della musica popolare sarda ma che si aprirà alla ricerca di modi e mondi differenti che seguiranno l’ispirazione suggerita dai testi. Lo scopo è creare una partitura che diventi materiale di studio e che prenda vita, attraverso il laboratorio, dalle voci delle soliste, dai cori e dai suoni degli strumenti, fondendosi con il lavoro scenico/attoriale, e diventando essa stessa elemento drammaturgico.

COSTUMISTICA

L'aspetto legato ai costumi coinvolgerà le sarte del luogo, preziose detentrici di tecniche sartoriali identitarie della nostra terra. Ci sarà dunque un percorso creativo condiviso con le artigiane di Portoscuso.
La poesia del tessuto in tutta la sua forza evocativa diventa gonna, scialle o qualcos'altro. il costume prende vita nello spazio scenico quale elemento visivo e simbolico che costruisce il luogo dell’azione ed estende il corpo delle artiste trasformandolo in un'architettura vivente.

L'organizzazione

Direzione artistica | Elena Pau

Segreteria organizzativa | Manuela Perria

Tutor di supporto artisti in residenza | Lorella Costa

Ufficio stampa | Giulia Clarkson

Comunicazione e Social Media Management | Ass. Cult. Baa Ba’

Video | Ass. Cult. Arveschida

I nostri partner

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